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La mia storia
10-25-2010, 02:36 PM
Messaggio: #1
So che la legge funziona ma so per certo che funzionava meglio quando ero giovane, non la conoscevo e a muovermi anche davanti a cocenti delusioni era la sensazione di aver tanto tempo e che tutto si sistema.
Oggi ho quasi 35 anni, l'età ti da fretta, e che tutto si sistema inizio a dubitarlo.

Ero fidanzata, ero convivente, ero in una fase di noia e apatia, assenza di stimoli, con il mio compagno di sempre. Vedevo altri comprare casa, fare figli e questa energia vitale non la trovavo in me e nella mia relazione, spenta.Volevo vivere, sentirmi viva.Così imprevisto arriva un uomo o meglio torna un amico del passato, e solo parlandoci, scrivendoci, mi sento rinascere. Era il mio ponte? Solo un innamoramento folle mi avrebbe fatto trovare il coraggio di mollare una storia di tanti anni per l'ignoto? Credo proprio di si.

Questo nuovo uomo, bè, aveva una situazione sentimentale aperta e prima di chiuderla ha fatto trascorrere mesi e mesi di tira e molla, giustificandosi in vari modi, ma il più vero è che non sapeva riconoscere i suoi sentimenti, attaccamenti, se era amore, non amore etc..
Ho atteso in quel periodo, soffrendo e pazientando ma senza tornare all'ovile. Credo di aver avuto coraggio. Ho intuito, lo ammetto, che quell'uomo era fragile, codardo, problematico, ma anche intelligente, sensibile, creativo, divertente e passionale. Così ho più volte pregato che trovasse il coraggio, se mi amava di tornare da me, avrei, si avrei, sostenuto il peso del suo salto nel buio, anche se piccola e lui pesante, io sarei stata lì a reggerlo.
Sottolineo questa cosa, questa ultima frase, perchè da quel momento, da quando la nostra relazione è iniziata, si è tirata dietro ogni genere di problema (di lui). Io ho realmente sostenuto lui, le insicurezze, le cattiverie, le sue bugie i suoi dubbi, continui rimandare ad una convivenza, l'egoismo, aspettando, convinta che si, l'amore avrebbe trionfato.

Desideravo sorreggerlo, ma oggi dico che ho fatto male ad immaginare questo. Io desideravo un compagno con cui camminare per mano, non da trascinare verso la luce o contro cui contrastare per non farmi trascinare nel buio, come buia è oggi la sua anima.
Provo a contrastare con il pensiero positivo, ad immaginare altro.
Ma ora, oggi, io sono ancora innamorata di questo compagno e credo ancora che forse per noi posso fare qualche cosa. Ma al tempo stesso, ho 35 anni e vorrei diventare una donna realizzata, felice sposata, mamma, anche se non dovesse essere lui.
Ho scritto troppo, ma al tempo stesso so per certo di non essere riuscita a spiegarmi completamente e di aver passato in prima battuta tutto quello che c'è di negativo. Io, quello che vorrei sapere è se fra voi, qualcuno\a può raccontarmi se e come è riusciuto a risolvere problemi di coppia, di relazioni, lì dove sembra essere stata fatta quasi una fattura (x gioco eh), o certi atteggiamenti di vittima carnefice, si sono cronicizzati al punto che solo andarmene via, lontana, tagliando di netto ogni relazione, sembra essere ormai l'unica strada per me per salvarmi da una distruzione interiore, fatta di piccole paure e umiliazioni quotidiane..simili a quelle che vivevo da piccola, con il mio papà... solo che ai tempi, ero giovane, il tempo c'era e credevo che tanto tutto si sistema.
Uso la legge funziona nel lavoro, funziona nelle cose pratiche, negli aiuti esterni, anche nelle relazioni per piccole cose.. ma nella sostanza dell'amore, di una relazione, lì dove ci vorrebbe una svolta dopo tanto sacrificio, aimè ancora non funziona.
Un abbraccio a tutti voi.
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